Conferenze

Racconti ai Mercati: La semplicità dell’essenziale

eGiovedì 20 maggio / 19.30-21.00
Grande Aula Mercati di Traiano

Semplicità come sottrarre l’ovvio per aggiungere il significativo e arrivare così all’essenziale.

Un concetto fatto di estetica, etica, tecnica, energia, affezione.
Un incontro per scoprire l’essenzialità di un filo, di un ortaggio scartato, del lusso sostenibile, della cultura pop.

Presenta:
Giuliano Compagno, scrittore


Intervengono:
Franco Bolelli, scrittore;
Nicoletta Morozzi, designer;
Sonia Ezgulian, cuoca.

Dalle ore 21.00 la serata prosegue ai Giardini di Villa Aldobrandini

Ingresso gratuito su prenotazione

Per l'iscrizione: accrediti@illussoessenziale.it
Per informazioni: info@illussoessenziale.it



abstract degli interventi


FRANCO BOLELLI

L’innovazione è un’onda, un’energia, un’unità di misura, un paradigma che non può mai adagiarsi nell’autoreferenzialità (come sono tristi gli esperti di innovazione, che la trattano come una specialità per addetti ai lavori e se la raccontano in piccole consorterie claustrofobiche: che credibilità può mai avere chi l’innovazione la mette nelle sue parole ma non nella sua esistenza?). Il posto dell’innovazione non è ai confini estremi, ne tantomeno nell’underground: in ogni situazione e in ogni momento l’innovazione va messa al centro, nelle grandi scelte globali e sociali, nei progetti e nelle imprese, ma anche nelle relazioni e nei sentimenti. Perchè tutte le società, i progetti, le forme di pensiero, le relazioni non attraversate e sospinte da un senso di innovazione sono inevitabilmente destinate a deperire, a perdere ogni forza. Questa non è banale infatuazione per tutto quello che è nuovo: questa è sintonia con l’essenza del progetto biologico e vitale.
Perchè la vita procede per espansione, si allarga, moltiplica, reinventa le proprie forme. Non tutto ciò che espande è buono (quasi sempre sì), ma tutto ciò che non espande è in contrasto con il metabolismo e il senso della vita. Arriviamo da una lunga storia segnata dal tentativo di cambiare il mondo dal punto di vista sociale e politico: ora siamo entrati in un’era nella quale stiamo vivendo il mondo, stiamo vivendo la vita, espandendo e proliferando le nostre frontiere fisiche e sensoriali, mentali e comportamentali.
Ecco perchè innovare è molto più dell’avanguardia e connettere è molto più (e molto altro) del postmoderno: è la dimensione biologica, è la forza vitale, a fare da tappeto elastico per i salti innovativi, a preservare chi si slancia dal ricadere poi nel vuoto. Possiamo tranquillamente abbandonare i vecchi schemi, le vecchie certezze, perchè le nostre esplorazioni non sono affatto astratte, concettuali o puramente creative, ma assolutamente vitali. L’intelligenza innovativa e sperimentale si dispiega pienamente quando si appoggia non alla semplice intelligenza mentale ma a quella biologica, cellulare, vitale. Ben al di là delle semplici novità, la partita si gioca fra tutte quelle esperienze e situazioni che attivano e dispiegano le sostanze chimiche più vitali del nostro sistema nervoso, della mente, dei sensi, e tutto ciò che invece le deprime. La vita -la sua evoluzione- è al centro, e tutto il resto le ruota intorno.


NICOLETTA MOROZZI

A partire da un filo

L’essenzialità è in realtà una proprietà molto complessa e difficile da raggiungere, e non sempre coincidente con il minimalismo.
Sicuramente è una esigenza che si è largamente diffusa all’inizio del terzo millennio, spesso ibridata con altri elementi come l’ambientalismo e la sostenibilità, e parallela all’affermarsi della cosiddetta creatività di massa.
Il lavoro di ricerca, didattica e progetto che abbiamo svolto negli ultimi anni può essere collocato in questa area di “esigenza”.
Abbiamo preso come primo riferimento fili e intrecci; all’inizio come filati che danno origine a tessuti e maglie, realizzando il Family Dress e la mostra “Dritto-Rovescio” alla Triennale di Milano. Successivamente siamo passati ad altri progetti in cui il filo è stato interpretato come elemento di tessuto sociale, di legame per stabilire relazione con culture diverse.
Per l’incontro su “la semplicità dell’essenziale” presenterò, attraverso una veloce selezione di immagini, alcuni progetti realizzati negli ultimi cinque anni, a partire da una ricerca sul do-it-yourself svolta in collaborazione con Muji, “Do it jibun-de”, fino al Family Dress, e alla metafora di intreccio del filo nell’ambito delle relazioni sociali con l’evento Milano-Cina in Paolo Sarpi a Milano.

SONIA EZGULIAN

Si racconta ai bambini che le femmine nascono nelle rose e i maschi nei cavoli. Credo che io sia nata in un orto. Da piccola adoravo fare il pisolino sotto i filari di fagioli, adagiata nel solco all’ombra delle piante. I miei nonni erano agricoltori e le stagioni ritmavano la nostra vita di colori e sapori, le prime insalate di primavera, i saporiti pomodori dell’estate, i fagioli freschi, la vite d’autunno, le bietole, i cavoli per le zuppe d’inverno.... Senza dimenticare gli alberi da frutto piegati sotto il peso di ciliegie, di pesche, di albicocche o di noci. Il mio più bel ricordo è legato ad una pianta dal gusto aspro, la portulaca.
cavolo, papavero, porri, ortica, acetosella....... Ancora oggi, mio padre coltiva un piccolo appezzamento di terra è il mio piacere più grande. Era il mio caviale estivo, crudo in insalata con pomodori e cipolle fresche o cotte con del bulgur. In inverno mia nonna lo conservava in un vaso marinato nell’ aceto e la portulaca somigliava al finocchio. Mi ricordo anche di un piatto "salutare" che mia nonna cucinava almeno una volta all'anno per tutta la famiglia, una ricetta molto gustosa: era un piatto di bulgur con pomodori, aglio, cipolla, succo di limone e una dozzina di erbe e germogli di cui, purtroppo, ho dimenticato alcuni particolari. Giovani germogli di bietole, è quello di raccogliere con lui questi tesori che ci legano ad essa. D’altronde e’ per rendere omaggio alla verdura ch’egli mi forniva per il mio ristorante che ho avuto l'idea di comporre piatti sofisticati a base di bucce.


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