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HORTI ROMANI
or KITCHEN GARDENS

Dell’ architetto Maurizio di Puolo

Nell’ambito della mostra “IL LUSSO ESSENZIALE” ed in particolare nel settore “Ingredienti Urbani”, si è pensato di presentare una forma abbastanza innovativa di orto privato.
A differenza degli “orti di guerra” di buona memoria o dei “Victory Gardens” voluti da Churchill a Londra durante la Seconda Guerra Mondiale la nostra ipotesi coinvolgerebbe varie componenti sociali. In primis la individuazione nel tessuto urbano di “non luoghi” spazi cioè suscettibili di utilizzazione – anche solo temporanea – a scopi orticoli: in una breve ricerca si sono individuate varie zone nell’ambito romano e sarebbe possibile accedere alle ricerche su questo tema prodotte dalla facoltà di Architettura Roma TRE. Il secondo passo prevede un rapporto con gli organi comunali tale da garantire un appoggio dal Servizio Giardini nonché il coinvolgimento di imprese vivaistiche specifiche; terzo passaggio è la formazione di un mini-consorzio di cittadini interessati al progetto e residenti in zone limitrofe. L’orto verrà diviso in lotti numerati che verranno assegnati mediante sorteggio alle singole famiglie che potranno utilizzarlo a loro piacimento usufruendo di un impianto di irrigazione a goccia già predisposto. La dimensione dei singoli lotti permette un raccolto – nelle varie specie – bastevole alle esigenze di vegetali freschi ad una singola famiglia.

Qui al Mattatoio - non luogo per eccellenza - viene presentato un orto pilota di 240 metri quadri diviso in particelle di 8 metri quadri coltivabili senza dover entrare nella terra. Le 30 particelle verranno sorteggiate nel corso della manifestazione e distinte con il nome del proprietario: ovviamente - in questa fase dimostrativa - verrà messa in opera una piantumazione divisa tra le specie correnti e stagionali.
Superate complicazioni varie dovrebbe essere possibile accedere al “Kitchen Gerden” nelle ore di apertura del MACRO per raccogliere i propri prodotti e per un tempo, oggi ancora indeterminato, ma suscettibile di sviluppo.

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WIRED UNPLUGGED: How to destroy WIRED MAGAZINE and make something with it.

Work lab di Antonio Scarponi

Open source che non costa nulla,che chiunque può imitare,migliorare, condividere, modificare. La grandezza delle piccole idee sta nella loro semplicità. Wired Unplugged, per raccontare un’idea di piccole grandi idee, iniziando con il mostrare come riutilizzare una rivista e trasformarla in un oggetto d'uso quotidiano.