Ospiti


Adriano Franchi
Antonino Martino
Antonio Mancinelli
Antonio Scarponi
Brando Crespi
Chiara Bernardi
Cristina Morozzi
Daniele Kilgren
Davide Bocelli
Dickson Despommier
Domenico Sturabotti
Ilaria Venturini Fendi
Leonardo Lotti
Mara Memo
Mario Cucinella
Maurizio Di Puolo
Michel Maffesoli
Nello Barile
Orsola De Castro
Paolo Ferrarini
Piero Negri
Raffaello Porro
Silvia Gavina
Vincenzo Susca

 

 

 

 

ADRIANO FRANCHI

_ETHICAL FASHION_Adriano Franchi, amministratore delegato di AltaRoma 

La moda si fa etica e supporta lo sviluppo economico delle zone più disagiate del continente coinvolgendo i paesi Sub-Sahariani: Tanzania, Uganda e Kenya.

Ethical Fashion è  un progetto di cooperazione allo sviluppo rivolto al comparto moda,  nato dalla partnership tra Alta Roma  e ITC (International Trade Center- l’agenzia operativa di cooperazione di UNCTAD - United Nations Conference on Trade and Development - e del WTO - World Trade Organization).

Moda etica vuol dire elevati standard di qualità e design di primo livello e soprattutto conformità alle “aspettative etiche” presenti nella catena del valore, che va dal processo di produzione a quello di distribuzione e, soprattutto, all’appeal che la componente etica suscita nel consumatore, rendendolo disponibile a pagare un plusvalore per queste caratteristiche.

Moda etica vuol dire salari equi e rispetto dei diritti dei lavoratori, sostegno verso un tenore di vita accettabile, mancanza di utilizzo di pesticidi e prodotti chimici tossici, utilizzo minimo di acqua

massimizzazione dell’efficienza energetica e del riciclaggio dei rifiuti.

Moda etica vuol dire un nuovo consumatore. Un “consumatore etico” disposto a pagare per un prodotto etico e per il suo circolo virtuoso di sviluppo.

 

ANTONINO MARTINO

_ L’ARTE AL TEMPO Di FACEBOOK_ Antonino Martino, collezionista di arte contemporanea e presidente del gruppo Collezionisti d’arte su Facebook, che appassiona già 880 iscritti tra cui Matteo Boetti e Luigi Ontani.  

Il gruppo ha realizzato una prima mostra virtuale su Luigi Ontani, completa di opere e testo critico.  

 

ANTONIO MANCINELLI

_ANTONIO MANCINELLI, caporedattore attualità di Marie Claire.

Osservatore attento. Studioso curioso del fashion-system e dei suoi riti. Autore di diversi saggi sulla moda. Giornalista radiofonico. 

 

ANTONIO SCARPONI

_“LUXURY DO IT YOUR SELF”_ Antonio Scarponi, designer 

“Luxury do it your self”. Abilità manuale, inventiva, creatività. E il tempo. Unico, vero lusso capace di trasformare una semplice esperienza in un esperienza auto-generata. Un mondo dove produttori, distributori e consumatori coincidono ; o quasi. Luxury DIY. Il manifesto di una pratica progettuale, scritto da Antonio Scarponi. Designer che sviluppa progetti interdisciplinari che promuovono l'utilità e la responsabilità sociale delle arti e del design nella cultura contemporanea.  

 

BRANDO CRESPI

_ IL LUSSO OGGI VEICOLA VALORI NUOVI: SOSTENIBILITA’, ECOLOGIA, NUOVA FRUGALITA’_ Brando Crespi, ideatori di “1618 Sustainable Luxury Fair 

1.618

Numero magico che in natura rappresenta la straordinaria efficienza dell’evoluzione.

Numero che ha aiutato gli egiziani a costruire le piramidi.

Numero che  ritroviamo nelle conchiglie.

Misura geometrica che permette ai girasoli di ricevere la giusta quantità di sole;

Numero usato da Debussy e Le Corbusier per comporre musica e inventare mobili.

Numero di geometria sacra.

“1618 Sustainable Luxury Fair". Sostenibilità. Ecologia. Nuova frugalità.  Numero che racconta della prima fiera di lusso sostenibile, ideata da Brando Crespi, che ha portato al Palais de Tokyo, aziende che hanno puntato su innovazione e qualità per produrre oggetti ed esperienze a "impatto quasi zero".

E il lusso,  straordinario veicolo di comunicazione, può oggi  veicolare valori nuovi e diversi . 

 

CHIARA BERNARDI

_FEEL A WORK A PERSOL_ Chiara Bernardi, brand manager Persol 

I valori della tradizione più autentica, dell'arte del fatto a mano in Italia. Nove artisti provenienti da ogni parte del mondo reinterpretano lo spirito del marchio.

Ogni occhiale è  espressione artistica, frutto di uno speciale processo produttivo fatto di abilità manuale, cultura, passione e dedizione

I giovani artisti protagonisti della campagna "Feel a Work of Persol" creano lavori, che come gli occhiali Persol, possiedono sostanza, accuratezza artigianale e design, opere d'arte contemporanee, progettate e realizzate con cura, tecnica e abilità manuale.

Gli artisti sono accomunati da una grande passione per la materialità dell'arte e costruiscono il loro lavoro con pazienza e dedizione. Ogni talento ha prodotto le sua opera utilizzando tecniche differenti, ma seguendo l'unica ispirazione: Persol.  

 

 

 

CRISTINA MOROZZI

_DESIGN ACCESSIBILE_Cristina Morozzi, giornalista, critica e art director sul confine tra arte, moda e design 

Design accessibile: piccole buone idee, prodotti servizievoli, creati da designer internazionali della nuova generazione da vendersi a costi contenuti nei magazzini Coin che, per proporre design di qualità al suo pubblico, diventa anche editore. E’ l'esperienza di artdirection con Coincasa per la creazione di una collezione di design da vendere nei magazzini Coin in tutta Italia a prezzi contenuti. 

 

DANIELE KILGREN

_LA SCOMPARSA DI UNA CITTÀ STORICA IN ITALIA_ Daniele Kilgren, imprenditore  

Seppelliti ognuno di noi i propri morti che appartengono ormai esclusivamente alla sfera privata, decisa la sistemazione più o meno temporanea per gli sfollati Aquilani, un grande tema resta in discreto silenzio ma sul quale dovremmo rendere conto ai nostri fratelli terremotati ma anche alla posterità e al resto del mondo. I nostri patrimoni monumentali Aquilani stanno per essere salvati con il valoroso coraggio di tanti vigili del fuoco e quindi il patrimonio storico più aulico e importante sarà salvato ma che né è dell’Aquila dei suoi vicoli, delle sue piazze di quel patrimonio storico minore per lo più privato? Senza quel patrimonio che è in percentuale è la quasi totalità dell’edificato storico l’amputazione che questa città dovrà subire è tale che una città verrà persa per sempre. Il patrimonio storico minore dal quale senza soluzione di continuità stilistica si erge il patrimonio della monumentalità è l’anima più profonda di una città storica, l’elemento identitario che caratterizza quella città nella sua irrepetibile unicità. 
Facciamo un paio di considerazioni economiche che sono la “vexata questio” per il centro, un centro storico di tale importanza una volta conservata la sua identità (magari impedendo sperimentalismi contemporanei, così rivedremo l’Aquilia com’era e non gli esercizi estrosi di qualche architetto), in questa operazione di restauro e recupero del patrimonio storico, levando pure alcuni detrattori architettonici che appartengono alla modernità, (fino agli edifici moderni fortemente compromessi che non vogliono quelli sforzi che dovrebbero essere impiegati sugli edifici più antichi) frutto di gestioni del territorio non degno di questo patrimonio, il centro storico da questa integrità complessiva avrà un valore patrimoniale decisamente maggiore rispetto ad altre possibili soluzioni ed un grande un progetto serio e con queste finalità ha una maggiore possibilità di attrarre denaro ed infine paradossalmente per quanto complessa e multidisciplinare renderebbe in tempi meno bibblici le case ai proprietari laddove non si scateneranno quelle lunghe conflittualità di interessi lobbistici che hanno creato in tutte le precedenti esperienze un dopo terremoto senza fine. Gli esempi sono conosciuti. E¹ in discussione una grande battaglia di civiltà, dove l’Italia potrà ricordare ciò che è rimasto nel nostro DNA dei tempi antichi quando dalle nostre città si irradiava civiltà al resto del mondo. Definite le volontà di base anche di ricostruire quasi da zero gli edifici storici (come chi scrive ha fatto a S. Stefano di Sessanio dove raramente un architetto cultore del restauro si è accorto dove abbiamo messo le mani). Le declinazioni per salvare la identità storica possono essere tante. Una soluzione possibile in questo progetto potrebbe essere un grande concorso internazionale supportato dagli obiettivi sopraesposti di tutela ristrutturazione esclusivamente del carattere storico della città, nella migliore tradizione latina e mediterranea di ecumenismo che è stato uno dei grandi apporti alla civiltà dei nostri Cesari ai tempi dell¹Impero (continuato, con qualche apostasia, dalla S.Romana Chiesa). Un articolato progetto multidisciplinare con i migliori architetti oggi operanti nel settore specifico del restauro di cui molti anche Italiani, oltre a superare le solite lobby di potere locale, che abbiamo rivisto con monotona ripetizione in tutti i terremoti contemporanei, magari dagli stessi che hanno commesso quei doli ancora non dimostrati ma molto verisimili dall’implosione di edifici contemporanei, porterebbe presumibilmente a tutta una serie di virtuosismi brevemente descritti. Una gran parte dei lavori su questo grande progetto multidisciplinare verrà portata avanti localmente (non credo che all’estero abbiano grandi esperti di storia dell’Aquila o delle sue tipologie architettoniche storicamente esistite). Un grande progetto internazionale avrà il sicuro virtuosismo oltre che di poter attrarre soldi, di mantenere alta nel tempo l’attenzione anche su problemi collaterali, in maniera che la gente non verrà dimenticata dopo il primo interesse mediatico ad un destino deprivato di dignità e che, per ovvi motivi, vorrà essere dimenticato da tutti (purtroppo la storia di precedenti terremoti ha tanto da insegnare a questo proposito). Un progetto siffatto potrebbe magari essere presentato in un momento di riflettori sparati sul nostro capoluogo. Un ultimo appello: lasciando perdere per l’occasione le militanze e le tifoserie ideologiche l’Aquila è come una città in guerra, per chi è di fuori non è facile comprendere la pena infinita di vedere un centro storico una volta pieno di vita oggi deprivato dei suoi abitanti, una città che però di fatto per la maggior parte è ancora in piedi sebbene gli edifici sono fortemente lesionati I cornicioni disperatamente aggrappati alle mura contorte dei Palazzi ma l’Aquila è sostanzialmente ancora li a parte qualche edificio che manca all’appello, tecnicamente è una città recuperabile nella sua integrità originaria e se il premier si impegnerà con tutte le forze possibili a ridare la città storica questa sua integrità, io credo che nei momenti di guerra, maggioranza e opposizione lasci l’attenzione da Novella 2000 ad eventi familiari che poco hanno da spartire con la vera politica e la guerra va combattuta insieme affinché nell’anno del Signore 2009, in Italia patria di un terzo del patrimonio monumentale mondiale dell’Umanità, non avvenga l’irreversibile scomparsa di una città che nelle parti non inquinate dai bassi palazzinari del dopoguerra è una delle città più belle magiche e seduttive del nostro paese. Se il premier riuscirà a compiere o a impostare questa grande battaglia di civiltà, il pragmatismo e l’efficienza che lui vuole importare dall’imprenditoria alla politica, evidentemente in tempi di guerra potrebbe funzionare premesso quanto sopra e per lui si aprirebbero inevitabilmente anche le porte di S. Pietro. Chiederei all’opposizione la verifica dei fatti senza pregiudiziali, se il miracolo non dovesse succedere è un chiaro segnale che tutto quello che l’Italia ha significato per la cultura mondiale oggi non è più e su quest’ultima estrema battaglia perduta con la stessa misura orientata alla verifica di fatti oggettivi opposizione e maggioranza mi auguro, anche in questo caso senza partigianismi di sorta, chiederanno al Premier e ai responsabili di rispondere di questa abnegazione agli Aquilani, agli italiani e al resto del mondo 

 

DAVIDE BOCELLI

_IL TEMPO_Davide Bocelli, portavoce della Long Now Foundation per l’Italia 

La moda è veloce, molto veloce. Cosa succede se guardiamo la moda e la sua fame di tempo dall'orologio più lento che l'umanità ha mai concepito? 

 

DICKSON DESPOMMIER

_IL NUOVO LUSSO: DIRITTI PER TUTTI_Dickson Despommier, professore alla Columbia University 

Avere sicurezza alimentare. Disporre di acqua potabile in modo abbondante. Coinvolgere la società  e puntare sulla sostenibilità. Diritti per tutti. E’ il nuovo lusso. Il lusso da E’ possibile fornire alle prossime generazioni, stimate intorno a 10miliardi di persone, prodotti alimentari sani, acqua e un agricoltura che non danneggi più gli ecosistemi.  La coltivazione interna può aiutarci a ridurre gli scarti che provengono da uno sfruttamento eccessivo dei territori agricoli, scarti che poi si riversano sulle coste e vanno a danneggiare gli eco-sistemi.

L’agricoltura indoor permette di limitare gli scarti e di produrre durante tutto l’anno, oltre ad avere sempre prodotti sani a nostra disposizione. Questi prodotti non sono colpiti da disastri, cambiamenti climatici e siccità, per cui sono sempre disponibili. Idrofonica, Aerofonica, Irrigazione a goccia, Risparmio energetico: questi sono i quattro elementi del vertical farm. Alzando gli edifici all’interno dei quali andiamo  coltivare, risparmiamo anche in corrente, perché i piani più alti non avranno bisogno di luce elettrica.

L’agricoltura tradizionale assorbe il 70% dell’acqua che abbiamo a disposizione. In questo modo, con le coltivazioni indoor, risparmiamo moltissima acqua. Possiamo anche risparmiare terreno, fermare il disboscamento e la deforestazione che viene fatta per creare terreni agricoli. Il rimboschimento ci permette inoltre di rallentare i cambiamenti climatici.

Must reads: “The man who plants the trees”, in cui viene insegnato il valore degli alberi; “All the McDonalds have an apartment house”. 

 

DOMENICO STURABOTTI

_PIQ PRODOTTOINTERNO E QUALITA’_ Domenico Sturabotti, presidente di Symbola 

soft economy. Un modello di sviluppo dove i territori incontrano le imprese, dove si stringono alleanze tra i saperi, le nuove tecnologie, la tradizione e dove la competitività si alimenta di formazione, di ricerca, di coesione sociale e rapporti positivi con le comunità. Symbola chiama a raccolta tutti coloro che puntano sulla qualità e sui talenti del territorio, per mettere in comune le loro esperienze: personalità che vengono dal mondo economico e imprenditoriale, dalla cittadinanza attiva, dalle realtà territoriali ed istituzionali, dal mondo della cultura. È la lobby delle qualità italiane: una nuova alleanza che parla alla politica, all'economia e alle istituzioni per indirizzare il futuro del Paese verso l'orizzonte della qualità e di uno sviluppo sano e duraturo. 

 

ILARIA VENTURINI FENDI

_ CARMINA CAMPUS_ Ilaria Venturini Fendi, fashion designer 

Lusso essenziale: un apparente ossimoro. Limitare eccesso, ostentazione, esibizione del superfluo. Ridotto all’essenziale, il lusso cambia percezione. Lusso è diventato il tempo per se stessi, il benessere del contatto con la natura, la serenità di poter lasciare un ambiente non degradato ai propri figli, la ricchezza interiore di una maggiore equità sociale. Dobbiamo augurarci e adoperarci perché un domani non molto lontano non diventi un lusso, ad esempio, potersi fare una doccia, pensando al fatto che un’azione per noi banale e quotidiana come questa è già oggi impossibile per milioni di persone nel mondo. Lusso continuerà ad essere il possesso e il godimento personale di cose preziose, “belle”. Belle però secondo parametri che si stanno evolvendo. No al bello senz’anima . Si a chi, come Carmina Campus, dà un’anima agli oggetti che fa. Se i materiali non sono pregiati e vergini, sono gli accostamenti inediti e le lavorazioni a dare preziosità ad un prodotto con in sé un concetto. “Una cosa che diciamo spesso da RE(f)USE, la nostra boutique del riciclo, è che noi non rifiutiamo il consumo, ma consumiamo il rifiuto” dice Ilaria Venturini Fendi. “ La nostra proposta per uscire positivamente dall’attuale crisi economica è quella di superare il lusso-feticcio in favore di oggetti che diventino lo status symbol di nuove correnti di pensiero”. Lusso è anche tornare da un soggiorno in Camerun e assaporare con occhi e spirito nuovi situazioni che appaiono scontate: igiene, istruzione, sicurezza, abbondanza, energia. Carmina Campus sta sviluppando un centro in cui donne con gravi problemi di salute e di famiglia, lavoreranno per realizzare i quadranti delle Message Bags e i cappelli delle Cameroon Bags e per creare un giardino di piante officinali. Qui avere acqua potabile, luce elettrica, strade senza fognature a cielo aperto, un letto pulito, un mezzo di trasporto pubblico, sono cose paragonabili a tesori, lussi meravigliosi. Concediamoci il lusso di non sprecare, di non inquinare, di non diffondere la cultura del progresso ad ogni costo e dello sviluppo insostenibile. 

 

LEONARDO LOTTI

Leonardo Lotti, molisano di nascita, vive ad Aghiari(AR) in Toscana da 22 anni presidente della Strada dei Sapori Valtiberina Toscana (80 soci tra produttori, ristoratori, artigiani e strutture ricettive). Conduce dal 1997 l'Azienda Agricola ed Agriturismo bio Cafaggio ad Anghiari.

 

MARA MEMO

_LOWCOST HIGH SOCIETY_ Mara Memo, ricercatrice di Urbanistica presso il Dipartimento di Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Prima Facoltà di "Ludovico Quaroni" – Università degli Studi di Roma Sapienza 

Le surreali contraddizioni dello stile di vita dell’alta società che popola le più esclusive metropoli mondiali. 

 

MARIO CUCINELLA

_ LA RESTITUZIONE DI UNA FUNZIONE  SOCIALE ALL’ARCHITETTURA_Mario Cucinella, architetto 

More with less: costruire meglio consumando meno. Realizzare l'architettura occupandosi dell'ambiente e delle sue caratteristiche, attraverso la ricomposizione di diverse tematiche: sostenibilità, tecnologia, natura e conservazione dell'energia. Da questo principio alla pratica: la Casa da 100 K €. Una casa a basso costo, bella e che non solo consuma poco, ma produce energia con cui pagare almeno in parte l’investimento per acquistarla: la restituzione di una funzione sociale all'architettura. Una risposta al tema dell’accesso alla casa e lo sviluppo di un nuovo rapporto tra chi costruisce e chi abita. Una risposta agli obiettivi di riduzione energetica e di emissioni di CO2, che da oggi non rappresentano semplici opzioni, ma dovranno essere la risposta del mercato a un tema ormai entrato nelle agende di tutti i Paesi europei. Ma il tema del basso costo non è di per sé una novità né, tantomeno, lo è la prefabbricazione. Una nuova sfida consiste nel superare la divisione tra i diversi attori del settore edilizio: chi costruisce, chi media, le banche le assicurazioni e chi acquista. L’aspetto più importante è proprio quello di generare una filiera organica delle costruzioni che, partendo da un progetto complessivo (che coinvolga anche aspetti sociali del mercato) riesca a dare risposte alle nuove esigenze. La casa come prodotto da personalizzare che includa specificità costruttiva, materiali ad alte performance energetiche, capacità di adattarsi a diversi stili abitativi e risvolti economici comeun mutuo o le assicurazione. Una realizzazione capace di restituire il senso di piacere dell’abitazione e ripagare il costo dell’investimento con l’energia che è in grado di autoprodurre. La ricerca è finalizzata alla realizzazione di una casa da 100 mq a Zero emissioni di CO2, grazie al sistema fotovoltaico integrato architettonicamente, all’utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, e a tutte le strategie passive e attive adottabili per rendere l’edificio una macchina bioclimatica. Il contenimento dei costi di realizzazione è invece affidato all’impiego di prefabbricazione leggera e flessibile:elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera). Il tutto inserito in un framework che costituisca l’ossatura base non invasiva di uno schema aggregativo di abitazioni monofamiliari. Si arriva così al risultato di una casa componibile che consente di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi. 

 

MICHEL MAFFESOLI

_IL LUSSO CREA ENTITA’ IN TRANSITO, DEFINITE DAL TRAGITTO DELL’ESPERIENZA_Michel Maffesoli, sociologo 

Il lusso è un qualcosa che ha a che fare non con il materiale ma con l’emozionale. L’emozionale descrive una dimensione ambientale, non una caratteristica psicologica. Si tratta di raggruppamenti territoriali, legati all’ambiente in cui si vive e che vengono fatti intorno ad un’icona o ad un totem.  Il lusso non crea oggetti, non crea  soggetti ma entità in transito, definiti dal tragitto, dall’esperienza. Crea tragetti. 

 

NELLO BARILE

Insegna Sociologia dei processi culturali nel Corso di Laurea in Relazioni pubbliche e pubblicità dell’Università IULM di Milano dove coordina il Master in Management dei processi creativi. Insegna inoltre Organizzazione della moda presso la Facoltà di Scienze umanistiche dell’Università di Roma "La Sapienza". A partire dal 2001 la sua ricerca accademica si è focalizzata sul sistema dei consumi e delle mode con particolare riferimento al rapporto tra il brand system e le culture giovanili. E’ autore di numerosi saggi e articoli sulla sociologia dei consumi, la filosofia dei media e sull’innovazione tecnologica. Ha diretto per tre anni la rivista scientifica C:CUBE. Cultura. Consumo. Comunicazione. Sta svolgendo una ricerca per il Cnr (Centro nazionale della ricerca) intitolata "Made in Italy: da country of origin a metabrand".

 

ORSOLA DE CASTRO

_L’ARTE DEL RICICLO_Orsola De Castro, fashion designer  

The From Somewhere Cooperativa Rinascere collection, COOPSHOP, is one of the best examples of the infinite possibilities offered today by sustainable solutions. A combination of 100% up-cycling, 100% ethical trading, and boasting a very low carbon footprint, the From Somewhere Cooperativa Rinascere project is a new approach to fashion manufacturing and is setting new working parameters: the antithesis to fast fashion and sweatshop conditions, and a new, integrated, best practice system for a sustainable fashion future. The COOPSHOP collection, designed by From Somewhere following the label’s unique recycling and upcycling 10 year experience, is entirely made from scraps, off-cuts, surplus textiles and colour swatches reclaimed from the Veneto area high-end luxury designer cutting room floors and lovingly assembled locally, at the Cooperativa Rinascere, a non profit organization that rehabilitates and re-trains disadvantaged people suffering from mental illness and addictions. An original concept in fashion design and production, held together by a team of dedicated individuals with a longstanding experience in sustainability and responsibility, the COOPSHOP collection aims to become a new, exportable template to embrace a passion for fashion and a desire to create a permanent change in the way we look at clothes. Originally an exclusive collaboration with Miles (Maglificio italiano Lana e Seta), the project is now stand-alone and looking to reach as further afield, recuperating textile waste on a wider scale and expanding into other collections, from diffusion to accessories, baby-wear and home products.

 

PAOLO FERRARINI

_IL LUSSO, VALORE D’AVANGUARDIA  SI SPOSA CON LA SEMPLIFICAZIONE E SOSTENIBILITA’_Paolo Ferrarini, ricercatore Future ConceptLab 

Il nuovo lusso si basa su tre valori fondamentali: ECCELLENZA, TALENTO E PROFESSIONALITÀ. Questi temi sono diventati esperienza quotidiana: è il Paradiso Parziale, che possiamo riprodurre nella nostra casa, creata dal nostro essere autori del nostro consumo, che può essere vissuta nella quotidianità e ripetuta tutte le volte che vogliamo perché accessibile anche economicamente. Diventa un valore stesso, perché ha cambiato quasi completamente il suo antico significato.

Il lusso, essendo ancora un valore d’avanguardia si sposa con l’ istante della sostenibilità e della semplificazione dei processi e dei percorsi tramite i quali arrivano prodotti e servizi alle persone.  La nuova semplicità non è dunque minimalismo, ma qualcosa di diretto e chiaro.  

 

PIERO NEGRI

Piero Negri Scaglione (Alba 1966) ha studiato Letteratura anglo-americana e in particolare i romanzi di Dashiell Hammett. Giornalista, è stato caporedattore dell'edizione italiana di «Rolling Stone». Dal 2006 è vicedirettore del mensile «GQ». Con Einaudi ha pubblicato Questioni private. Vita incompiuta di Beppe Fenoglio (Saggi 2006) e Rock! Come comporre una discoteca di base (ET Pop 2008).

 

RAFFAELLO PORRO

_MUOVERSI ECOCHIC_Raffaello Porro, relazioni Esterne e Ufficio Stampa di Lancia Automobiles e Comunicazione Istituzionale Fiat Group Automobiles 

Propone un modo nuovo di pensare l'automobile, che, superando gli schemi classici, unisce gli opposti e conduce ad un "lusso etico" per la vita di tutti i giorni, ad un'auto "EcoChic".

Lancia Ypsilon EcoChic è l’ espressione del lusso etico. Da diversi anni infatti sulla cresta dell’onda, e stabilmente leader del suo segmento di mercato, Lancia Ypsilon offre, unica, l’unione tra un mondo premium, lussuoso ed elegante, con il mondo della praticità (per la sua compattezza) e dell’uso responsabile delle risorse (per i bassi consumi e le basse emissioni).

 

SILVIA GAVINA

VIA.gg.IO, CONSUMARE MENO E MEGLIO, SENZA DIMENTICARE CULTURA E POESIA_Silvia Gavina, fashion designer 

La lunga corsa sfrenata al possesso e al consumo, all’opulenza e allo spreco, sta lentamente ma decisamente invertendo il suo corso verso una rinnovata coscienza.

Sentiamo tutti forte l’esigenza di un cambiamento globale nelle nostre abitudini di vita e di consumo. Consumare meno e meglio, facendo scelte essenziali, che non dimenticano cultura e poesia, è l’imperativo dettato da un cresciuto rispetto per l’umanità e l’ambiente e dalla consapevolezza di essere cittadini del mondo.

Una tribù di “nomadi globali” numerosa e trasversale per la quale la mobilità fisica e la comunicazione liquida sono ormai condizione esistenziale.

Allargare lo sguardo e “connettersi col mondo, osservare in modo critico, sperimentare il nuovo e

liberarsi dalle abitudini, apprezzare la qualità vera nella semplicità, godere del design unito all’efficenza, vivere in libertà e leggerezza,queste alcune tra le aspirazioni dell’uomo evoluto di oggi. In questo contesto anche il concetto di lusso si sta ridefinendo, spostandosi dall’opulenza a dall’ostentazione alla scelta di ciò che è più prezioso, autentico e raro, da una sfera materiale ad una emotiva.

Cultura, curiosità  ed esperienza, uniti da rispetto ed etica, sono i valori chiave di un “lusso evoluto”

LIBERTA’ liberarsi di tutto ciò che è superfluo e muoversi leggeri per il mondo

SINTESI saper scegliere ciò che è indispensabile

FLESSIBILITA’capacità di adattarci e non di imporre

CULTURA ricerca costante del miglioramento e della qualità

DESIGN rendere piacevole ciò che è indispensabile

QUALITA’ purezza delle materie prime 

 

VINCENZO SUSCA

_LA RICREAZIONE DEL MONDO _Vincenzo Susca, ricercatore presso il Ceaq, Sorbonne, Paris. 

L’attrazione fatale verso l’inutile, l’irresistibile desiderio dello spreco e la soddisfazione dei capricci più voluttuosi non rappresentano semplici ornamenti dell’uomo, ma la sua stessa essenza. Il processo di modernizzazione ha puntato da una parte a rendere funzionali tali istinti alla sua catena produttiva e ai suoi sistemi politici e culturali, dall’altra a purificarli dei loro aspetti più selvaggi e sfrenati. L’osservazione dell’immaginario e delle forme di esperienza contemporanee ci pone oggi di fronte all’eruzione di questo spirito e delle sensibilità da esso gemmate, al di là e al di qua della sua mera espressione e riduzione commerciale. L’uomo contemporaneo riattualizza e riscopre così gioie e pratiche di natura arcaica, ponendole in sinergia con riti e forme consoni allo scenario tecnoculturale che contemporaneamente abita e crea nella sua vita quotidiana. La socialità elettronica, le manifestazioni edonistiche che puntellano lo scenario sociale, l’estetizzazione generale dell’esistenza traboccante dai piccoli-grandi eventi che scandiscono il vissuto collettivo, mostrano in modo flagrante l’emergenza di un’inedita posta in gioco esistenziale: il lusso della ricreazione. La ricreazione del mondo. 
 

_IL LUSSO ENTRA NELLA VITA QUOTIDIANA_ Sthepane Hugon, ricercatore Sorbonne 

Il lusso essenziale è  un paradosso, ma un paradosso che ben rappresenta la situazione in cui viviamo. Abbiamo quindi il lusso che ci meritiamo, un lusso che è  indice di una trasformazione lenta che viviamo nella nostra società. Stiamo andando da un modello di lusso ad un nuovo modello di lusso. Esiste la stessa razionalità che abbiamo avuto dal passaggio dal consumo all’iperconsumo: un modello che mantiene alcune caratteristiche del passato ma ne matura delle nuove, diventando qualcosa di diverso.

Il primo modello si basa su una dinamica individualista: cultura dell’aggregazione individuale, che tende ad accumulare oggetti e immaginario per definire sè stesso.

Il lusso permette di creare riconoscimento all’interno di un gruppo di appartenenza. Le grandi marche diventano un’icona che permettono alle persone di incontrarsi, riconoscersi e distinguersi dalla folla. Il lusso rompe quindi la standardizzazione degli oggetti non è più visto come qualcosa di futile, ma come una strategia di sopravvivenza attraverso la quale le persone si riconoscono.

Il lusso diventa un’estetica sociale.

Non è più  solo il valore dell’oggetto, il proprietario non è più qualcuno di eccezionale: il lusso ci permette di creare relazioni con un determinato luogo, con delle persone. In questa nuova concezione, il lusso elimina noia e standardizzazione. È importante questa idea di lusso, perché non è più visto come qualcosa di eccezionale e raro, che uno può esperire una volta nella vita, ma entra nella vita quotidiana.  
 
 

_p + r + v = FAST & CHEAP_  Alessandro Valenti, Marco Valenti, Benedetta Lamberti, architetti 

E' nuova la filosofia degli architetti p+r+v: restyling lampo a basso costo per fronteggiare la crisi. L'idea è semplice: valorizzare l'esistente e sperimentare materiali poveri.

Leggerezza, trasformabilità, provvisorietà, mobilità, smontabilità, adattabilità, riciclo sono le parole chiave degli ultimi concept elaborati dallo studio romano.

Nessuna concessione al design di grido ed un obiettivo principale: rompere i luoghi comuni dell’estetica del lusso.