
Andrea Aquilanti
E' nato nel 1960 a Roma, dove vive e lavora. Terminati gli studi scientifici nel 1979 rivolge i propri interessi verso il mondo dell’arte. Dopo iniziali sperimentazioni, troverà la propria cifra nella felice contaminazione di differenti media, disegno, pittura, fotografia, videoproiezioni che convergono simultaneamente nella realizzazione di un’opera originale ed extramediale. Il suo esordio risale al 1991 con la partecipazione alla collettiva Imprevisto, nelle sale del Castello di Volpaia, presso Radda in Chianti (Si). Da allora si avvia un’intensa attività espositiva. La prima mostra personale è del 1991, presso la Galleria Il Campo, di Roma.
Si ricordano inoltre: Le colonne del mondo, Galleria La Nuova Pesa, Roma 1994; Voliera, Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Università La Sapienza, Roma 1999; Incanto, Galleria Oddi Baglioni, Roma 2000; I passanti, Galleria Ugo Ferranti, Roma 2004; L’angolo dei giochi, NOTgallery, Napoli 2005; Né in cielo né in terra, Incontri Internazionali d’Arte, Roma 2006; Teatro, Galleria Apart, allestita presso gli spazi del Teatro India di Roma, nel 2006; fino alla più recente Venice crossing, Galleria Traghetto, Venezia 2008.
Numerose anche le partecipazioni a esposizioni collettive. Nel 2001 Cantieri romani, presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; nel 2003 espone ad Anteprima, XIV Esposizione Quadriennale d’Arte di Roma, Palazzo Reale, Napoli; nel 2004 I misteri di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; nel 2005 Napoli presente.
Posizioni e prospettive dell’arte contemporanea, PAN Palazzo delle Arti di Napoli, nel 2006 Pasolini e Roma, Museo di Roma in Trastevere; nel 2007 è la volta di Interni romani, Auditorium Parco della Musica di Roma e Riflessioni. Una stanza e la sua immagine, Museo Mario Praz di Roma. Nel 2008 è nuovamente invitato ad esporre alla Quadriennale d’Arte di Roma, che in occasione della sua XV edizione recupera, dopo i recenti lavori di rinnovamento, la sede storica di Palazzo delle Esposizioni di Roma. Fra gli studiosi che si sono occupati a più riprese del suo lavoro si ricordano Enrico Crispolti, Ludovico Pratesi, Carla Subrizi, Daniela Lancioni, Renato Barilli.

Mario Consiglio
"Tutti gli insetti vengono da un altro pianeta è il titolo dell'installazione che presento per questo evento. L'opera è composta da 55 quadri in MDF laccato e lycra tutti di identiche dimensioni cm40x30 che raccontano in una sintesi signica e simbolica i vari momenti del mio lavoro dagli inizi della mia carriera ad oggi in una sorta di pellicola cinematografica. L'archetipo, la tecnologia e i materiali sono sempre stati al centro della mia ricerca iniziata nei primi anni novanta.
Questo lavoro è stato appositamente creato per una mia personale a L'Havana fatta in dicembre alla Galeria Villena per un perimetro di 24 m, per coincidenza karmica è l'esatta misura della parete che mi è stata assegnata qui al Macro."

Sergio Pappalettera
Sergio Pappalettera è nato a Milano il 15 settembre 1961. Ha frequentato il liceo artistico, la facoltà di architettura al Politecnico di Milano e succesivamente ha frequentato la Scuola del Cinema di Milano. Agli inizi degli anni ‘80 ha fondato lo Studio Prodesign, orientando la propria attività nell’ambito della musica, ha così stretto collaborazioni con i più grandi artisti italiani realizzando le cover per le loro produzioni discografiche.
Il percorso del linguaggio grafico lo porta a sviluppare uno studio sulle origini della simbologia, questo approfondimento diventa l’occasione per realizzare delle opere su pannelli di diverse dimensioni che ha esposto allo Spazio Antologico di Milano.
Nell’anno 1999 espone alla Triennale di Milano nella mostra "Tratto Continuo merci linguaggi e tendenze nei giovani del 2000". Ha collaborato alla realizzazione di scenografie per numerosi tour musicali ed altresì all’allestimento di scene per il teatro. Successivamente ha dedicato le sue attenzioni alla regia dei videoclip musicali, alcuni dei video realizzati hanno meritato il premio della critica negli anni in cui sono stati prodotti.
Nel 2000 ha realizzato un cortometraggio intitolato "Venceremos" selezionato come film per il Sundance Film Festival e Festival di Locarno. Nello stesso anno realizza per il Teatro Massimo di Palermo in collaborazione con l’artista Marco Lodola un documentario sulle opere dell’artista stesso. Nel corso della manifestazione Brescia Music Art ha ricevuto il premio di riconoscimento per le opere realizzate in campo grafico e per le videoinstallazioni.
Nel 2001 ha realizzato un mediometraggio dal titolo Mario il Cavallo premiato al Roma International Film Festival.
Nel 2001 riceve il premio Music Italian Awards come miglior cover dell’anno.
Nel 2002 con il video "Salvami" dell’artista Jovannotti riceve il premio per la regia del miglior video di ricerca.
Nel 2003 ha collaborato come docente con alcune Università di Milano nei corsi di comunicazione visiva e deisign grafico.
Nel 2004 l’istituto di cultura italiana in Brasile organizza una mostra su tutte le più importanti cover della musica italiana di Sergio Pappalettera ed insieme una mostra personale sulle sue opere dedicando un intero piano del palazzo di giustizia federal al centro di Rio De Janeiro.
Nel 2004/2005 mostra dal titolo "ogni abuso verrà punito" presso la galleria di arte contemporanea in corso Venezia 8.
Nel 2007 esposizione di opera in mostra collettiva itinerante denominata “Mai dire Mao”.
Nel 2008 insieme all’artista Marco Lodola presenta durante il Festival di San Remo le opere presso il teatro Ariston e il casinò di Sanremo e realizza un catalogo dei suoi ultimi lavori per l’evento.
Tiene la personale “Il gioco del mondo” in Triennale Bovisa.

Julie Polidoro
Consumazioni sospese
2009
Mixed media
Dimensioni determinate dall'ambiente
Courtesy dell'artista
"Faccio molta attenzione ad ogni oggetto che entra a far parte del mio spazio privato, appena non ne sento più il bisogno , me ne libero.
Meno sono circondata da oggetti, meglio mi sento.
Naturalmente quasi ogni giorno entro in contatto con scatole di cartone di ogni tipo e come me, tutti.
Lavorare con quello che c'è.
Mi riapproprio di un oggetto commerciale di cui la funzione è aggiungere, riempire e gli cambio funzione per creare non del vuoto ma una relazione al vuoto.
Uso un oggetto concreto, quotidiano e provo a trasformarlo per rimandare lo spettatore a una dimensione del vuoto.
Il mio progetto si presenta come un installazione di scatole di cartone di varie dimensioni, aperte (in modo che diventino bidimensionali) o semi-aperte, sospese nello spazio, seguendo la forma di una spirale.
In botanica, la spirale é presente nella disposizione dei punti d’inserzione delle foglie su un gambo.
Costruisco dei dispositivi che incorporino il caso.
Il mio auspicio è che lo sguardo dello spettatore possa circolare
L'uomo non è più al centro
Vedo il mio lavoro come un filtro alla produzione di domande senza risposta, di domande sospese."

Andrea Salvino
Si dedica in maniera preponderante alla pittura e al disegno,ma non disdegna sporadiche incursioni in altri territori e linguaggi:fotografia e video.
Il suo lavoro guarda con attenzione alla storia e all’attualità. Ricerca e seleziona quello che del passato,ma anche del presente,può essere delegato a rappresentare un disagio personale e collettivo.
Andrea Salvino è nato nel 1969 a Roma. Vive e lavora tra Berlino e Roma. Il suo lavoro è apparso in una serie di mostre personali e collettive in Italia e in Europa.
Tra le sue mostre più recenti ricordiamo le collettive:
2008,’Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione,1968-2008’.Palazzo Grassi,Venezia, Museum of Contemporary Art, Chicago
2007, “apocalittici e integrati” Utopia nell’arte italiana di oggi, Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma;
2005, Post Notes, ICA Londra, Midway Contemporary Art, Minneapolis, Minnesota; 2004, I nuovi mostri, Fondazione Nicola Trussardi, Milano-Venezia;
2003 Absolut Generations, Sezione “Extra 50”, La Biennale di Venezia, Palazzo Zenobio, Venezia;
2002, Exit- Nuove geografie della creatività italiana, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino;
Le personali:
2005, Antagonista, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano;
2004, I senza nome, Galleria Roma Roma Roma, Roma;
2003, Donne Facili, Corvi Mora, Londra, UK.

